lunedì 5 ottobre 2009

Cous Cous di verdure con Salsa Agrodolce


Una piacevole domenica in gita a Murten, bella cittadina di impronta medievale, situata sulla riva del lago omonimo, ha saputo preservare il suo spirito autentico con le pittoresche viuzze del centro storico e le affascinanti arcate.

In questo periodo ho la fissa dell'agrodolce, vi propongo un cous cous di verdure, ma un pò meno banale in quanto accompagnato da una salsa agrodolce.



  • 300 gr di cous cous precotto integrale
  • 200 gr zucchine
  • 200 gr di piselli lessati
  • 1 carota
  • 1 peperone
  • 1 bustina di zafferano
  • olio evo
  • sale, pepe

Per la salsa:
  • 150 gr di pomodori perini
  • 200 gr polpa di zucca
  • 30 gr di uvetta
  • 2 C malto di riso
  • 1 cipolla piccola
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 bicchiere aceto di mele o riso
  • 1 pezzetto di zenzero
  • 1 c cannella
  • 1 c peperoncino

Cuocere il cous cous come da ricetta base che trovate sulla scatola, io in genere faccio tostare il cous cous a freddo in una pentola antiaderente con 1 C di olio, intanto faccio bollire l'acqua salata in un pentolino (rapporto tazza 1 a 1) e quando bolle la verso sul cous cous, copro e dopo 5 minuti sgrano con una forchetta.
Per la salsa: tagliate le verdure, mettete in una pentola con l'uvetta, lo spicchio d'aglio, l'aceto, lo zenzero, le spezie e il malto, bagnate con un bicchiere d'acqua e ponete sul fuoco dolce, lasciando cuocere lentamente per 50 minuti mescolando spesso. Frullate un terzo della preparazione e lasciate raffreddare.
Lavate e tagliate le altre verdure, riunite il tutto in una padella con quattro cucchiai di olio evo e fate saltare a fuoco vivace per 10 minuti, abbassate la fiamma e aggiungete i piselli e lo zafferano stemperato in un bicchiere di acqua calda, insaporite con sale e pepe e proseguite la cottura per altri 5 minuti. Spegnete, unite il cous cous e mescolate a lungo per insaporire. Servire accompagnando con la salsa agrodolce, in una ciotola a parte.

venerdì 2 ottobre 2009

Cavolini di Bruxelles e Zucca in agrodolce


Che barba che noia che noia che barba i cavolini di Bruxelles! proprio non mi piacciono ma piacciono al maritino che ogni tanto me li fa trovare in frigo e mi guarda con aria sorniona e allora vai a cercare una ricetta, magari da rivisitare per non farli al solito cotti e conditi con olio e limone, che barba che....
E allora esperimento riuscito, uniti a un pò di zucca per fare colore.
Quando si acquistano bisogna fare attenzione che abbiano un colore verde brillante, che siano grossi più o meno come una noce, duri e compatti, con le foglie esterne non allargate o ingiallite. Si trovano sul mercato in autunno e in inverno. Per pulirli è bene eliminare le foglie più esterne e metterli a bagno per qualche minuto, in acqua tiepida alla quale sia stato aggiunto del sale grosso, per far precipitare eventuali parassiti contenute al loro interno (ma io non l'ho fatto, speriamo in bene! sob). Bisogna poi praticare un’incisione alla base dei gambi, per far sì che cuociano in modo uniforme (si consumando esclusivamente cotti).
Si fanno bollire in acqua salata, mantenendo il bollore basso per evitare che si rompano. E’ necessario controllare molto bene il tempo di cottura poiché se scotti non sono più molto gradevoli. Nei paesi anglosassoni si accompagnano alle castagne come contorno per il tacchino, ops seitan (fonte internet).


  • cavolini di Bruxelles
  • zucca a dadini
  • 2 C olio di sesamo
  • 2 C aceto di umeboshi
  • 2 C malto di riso
  • sale
  • zenzero spremuto
Far saltare i cavolini di Bruxelles e la zucca a dadini in olio di sesamo caldo, salare e far andare 5 minuti. Unire acidulato di umeboshi e malto di riso sciolti in mezzo bicchiere di acqua, versare sulle verdure e far stufare per 20 minuti, alla fine grattugiare un pezzetto di zenzero e spremerlo sulle verdure.
Altra variante possibile: shoyu, peperoncino, zenzero, pepe bianco.

mercoledì 30 settembre 2009

Spaghetti con Ragù di Zucca e Noci


Vera mi ha girato un meme, e le ho promesso che, anche se non sono brava come lei a raccontarmi, di provarci...ecco dieci cose che non vi ho mai detto..
1. da vera milanese (e ora un pò 'svizzerizzata') sono molto risevata e un pò timida e non amo parlare di me
2. adoro les crêpes e sinceramente preferisco mangiarle in creperia, troppo lavoro farle in casa.
3. l'anno prossimo a marzo festeggerò sei anni di matrimonio e speriamo una nascita ;)) ,ma non sono incinta! tranquilla mamma.
4. i cambiamenti (tutti) mi terrorizzano, sono molto abitudinaria, adoro la routine e devo sempre programmare tutto.
5. adoro i paesi freddi (in estate però) dove c'è tanta natura e silenzio
6. odio le sorprese
7. sono una buona forchetta, fosse per me mangerei sempre e sono sempre in lotta con la bilancia.
8. il mio sogno? aprire una rosticceria vegana
9. adoro nuotare, vado almeno 3 giorni la settimana in piscina se riesco e a fare raquette nella neve
10. una delle mie passioni è il cinema, anni fa feci un corso per diventare segretaria di edizione, vorrei lavorare in un film con Alessio Boni.

Giro la patata bollente a Isafragola, Marifra, Saretta, Alice, Barbara, Manuela, Giulia, Puccina, Yari e Francesca.

Fiù, missione compiuta, ecco la ricetta di oggi:



per 4 persone

  • 1/2 zucca media tagliata a dadini
  • 300-400 gr di spaghetti integrali
  • 2 C olio evo
  • 2 spicchi d'aglio
  • 1 cipolla
  • 1 pizzico noce moscata
  • 1-2 C shoyu
  • qualche noce sbriciolata
  • prezzemolo q.b
  • 1 pizzico lievito alimentare in scaglie
Far rosolare una cipolla con l'olio in una padella con due spicchi d'aglio, aggiungere la zucca tagliata a dadini, far prendere a fuoco vivo, aggiungere un pò d'acqua e shoyu, abbassare la fiamma e far stufare fino a quando la zucca non è spappolata. Aggiungere un pò di panna di soia o una noce di burro (fac). Nel frattempo cuocere gli spaghetti, scolarli, versarli nella pentola, unire le noci, il prezzemolo e una spruzzata di lievito alimentare.
Se siete fortunati e la zucca è saporita, viene un piatto delizioso.

martedì 29 settembre 2009

Gratin di Miglio, Zucca e Cavolfiore


Come vi avevo già accennato in questi mesi bisognerebbe puntare sui cereali e verdure dolci, per cui miglio!! Il miglio diventa particolarmente gustoso se cucinato con un po' d'olio e questo facilita l'assimilazione dei molti minerali (soprattutto calcio) contenuti in questo cereale, oggi forse tra i più derisi dall'uomo ricco, ma in passato molto apprezzato. Dalle testimonianze che ci sono rimaste sembra che Leonardo Da Vinci lo consumasse abitualmente e il 'pan giallo' che ancora viene fatto a Milano con la farina di mais, un tempo era a base di miglio. Le preparazioni in cui il miglio viene rimesso al fuoco per saltarlo con le verdure sono abbastanza yang e particolarmente adatte alle giornate autunnali più fredde o umide. Il miglio è anche indicato per quei giorni in cui vi è ancora il sole e fa caldo, ma vi sono dei forti sbalzi di temperatura durante la notte. E non è un caso che esso rappresenti il cibo quotidiano di quelle popolazioni che vivono nei deserti, in regioni calde ma anche caratterizzate da sbalzi di temperatura molto forti tra il giorno e la notte. Se volete servirlo sotto forma di sformato potete passarlo col passaverdure quando è ancora ben caldo, poi lasciarlo riposare e tagliarlo a fette, il cavolfiore cotto insieme al miglio gli conferisce un gusto un pò di 'patata'. Se volete arricchire tali piatti potete aggiungervi anche altri ingredienti come il tofu a cubetti o tempeh fritto.

Per qualsiasi dieta curativa il miglio va incluso settimanalmente, poichè ha un effetto benefico sulla milza e tutto il sistema linfatico, parte integrante delle nostre difese immunitarie. Il miglio può essere cucinato il tanti modi e si sposa bene con le verdure dolci come la zucca, il cavolfiore, le cipolle, le carote. La ricetta che segue è una delle ricette più importanti per valorizzare al massimo i poteri curativi del miglio, per problemi del sistema immunitario: le allergie, problemi della pelle, raffreddori o influenze frequenti. Aiuta anche in casi di diabete, ulcere, acidità e debolezza digestiva.

(fonti: 'terapia alimentare' di M.Halsey e 'Le stagioni in cucina').





  • 1 tazza e mezza di miglio lavato
  • 4 T di acqua
  • 1/2 piccolo cavolfiore, tagliato a piccoli fiori
  • 1 T di zucca tagliata a cubetti
  • 1 cipolla tritata
  • 1/2 C timo tritato
  • 2 C tahin (fac)
  • 2-3 C shoyu
  • q.b. pangrattato
  • q.b. farina di mandorle (fac)
  • 2 C olio evo
  • sale
Saltare in pentola con olio caldo e timo la cipolla, con poco sale, per 2-3 minuti quindi aggiungere la zucca, un pizzico di sale e saltare ancora 1-2 minuti. Aggiungere il cavolfiore, un pizzico di sale e saltare ancora un paio di minuti quindi aggiungere il miglio, mescolare velocemente e aggiungere l'acqua. Far riprendere il bollore e quindi sobbollire coperto e a fiamma bassa per circa 30 minuti; a fine cottura versare il tutto in una pirofila da forno già unta. Schiacciare con il cucchiaio e versarci sopra una cremina fatta con il tahin, lo shoyu e poca acqua tiepida. Cospargere con un pò di pangrattato e farina di mandorle ed infornare a 180° circa per 15-20 minuti. Accendere il grill gli ultimi minuti.

giovedì 24 settembre 2009

Nidi di linguine al Salmone e Alghe Wakame


  • 300 gr di nidi di linguine thailandesi
  • 2 pezzi di salmone di 200 gr ciascuno
  • 1 porro
  • 1 C di olio di sesamo
  • 1 pugno di alghe wakame
  • 5 C di mirin (o aceto di riso)
  • 4 C di salsa di soia
  • 1 c di zenzero grattuggiato
  • sale
  • peperoncino in polvere
Far bollire le linguine in acqua bollente salata, scolare e passare sotto l'acqua fredda. Mettere da parte. Mischiare il mirin, la salsa di soia, lo zenzero e portare a ebollizione, aggiungere da 5 a 10 dl di acqua e fare bollire 3 minuti circa. Far scaldare l'olio in un wok, aggiungere il porro tagliato fine, far saltare per 5 minuti, aggiungere la salsa poco a poco, aggiungere il salmone a pezzetti e successivamente le alghe fatte rinvenire in acqua fredda. Aggingere la pasta e far saltare ancora, servire con un pizzico di peperoncino in polvere.

Version française
  • 2 pavés de saumon de 200 gr chacun
  • 300 gr de nouilles
  • 1 poireau coupé finement
  • 1 C d'huile de sesame
  • 2 C d'algues wakame
  • 5 C de mirin
  • 4 C de sauce soja
  • 1 c de gingembre râpé
  • sel
  • piment
Faites cuire les nouilles dans l'eau bouillante salée. Egouttez et passez sous l'eau froide pour arrêter la cuisson. Réservez. Portez le mirin, la sauce soja et le gingembre à ebouillition dans une casserole, puis ajoutez 5 à 10 dl d'eau et faites bouillir 3 mn. Faites tremper les algues dans de l'eau pendant 5 mn. Faites chauffer l'huile dans une poêle et faites revenir le poireau, le saumon coupé, les algues et enfin ajoutez la sauce et les nouilles. Sapoudrez de piment.

martedì 22 settembre 2009

Alghe Hiziki alle Mandorle


Ho la fortuna di avere un cognato che abita a Parigi, allora ogni tanto ci scappa il weekend e di certo non me ne lamento ;) Parigi aveva ancora addosso un'aria estiva, sole, temperatura piacevole, turisti in maglietta e parigini svestiti ci hanno accompagnti in questo weekend di fine settembre..abbiamo consumato molta suola, ci siamo concessi una galette (crêpe salata) sotto i portici di Place des Vosges, una delle piu' belle piazze del Marais, uno dei quartieri piu' affascinanti di Parigi. Abbiamo visitato la casa di Victor Hugo con vista sulla piazza (vedi foto). E non poteva mancare una cena da Leon, famosa catena belga, per una scorpacciata di moules frites a prezzi abbordabili. E' inoltre già uscito il film Julia & Julie (vedi manifesto, in Italia esce a fine ottobre), l'insolita storia di una cuoca americana (Julia) molto conosciuta oltreoceano, ma nella vecchia Europa totalmente sconosciuta, il cui libro di cucina 'Mastering the art of French cooking' insegnò agli americani negli anni '60 a cucinare e in parallelo l'attuale storia della food-blogger americana e segretaria frustrata (Julie), che ha cucinato tutte le ricette del libro della Child in 365 giorni, sfida riuscita, blog seguitissimo, libro, film e notorietà (il blog dovrebbe essere qui ).
E poi abbiamo passato un pò di tempo alla Fnac, io a curiosare in libreria, mio marito tra vecchi film francesi, dove mi sono fatta qualche regalino (vedi sotto)..



Una volta tornata, per smaltire la cucina francese e depurarmi un pò, ho cuinato le alghe hiziki.
L'alga hijiki appartiene alla classe delle feofite, è un'alga bruna con foglie quasi cilindriche che ricordano i rami degli alberi, è nera e dura, cresce a profondità maggiori rispetto alle altre alghe e possiede il maggior tenore di minerali e oligoelementi (34%)
È un'alga di rigenerazione per eccellenza, è cicatrizzante, rinforza, facilita l'abbassamento del tasso di
colesterolo, previene la carie dei denti, limita i capelli bianchi, è raccomandata durante la gravidanza e in piccolissime quantità ai bambini.
È ricchissima di minerali e di
calcio: cento grammi di hijiki secche contengono più di 1.400 mg di calcio, molto più del latte, che ne contiene solo 100. Nelle hijiki sono abbondantemente presenti i minerali più importanti, oltre ad oligoelementi, che hanno la funzione di tonificare il corpo e purificare il sangue, mantenendo costante il livello degli zuccheri.
Le hijiki sono sempre state consumate in piccole quantità dai
giapponesi, dove sono note perché esaltano la bellezza e rendono i capelli forti, lucidi ed elastici. Quando vengono ammollate si espandono considerevolmente, aumentando di cinque volte il loro volume; si armonizzano bene con l'olio, quindi in genere si fanno saltare. Richiedono un tempo di cottura più prolungato della maggior parte delle altre alghe, si addolciscono se cotte con le cipolle e si combinano molto bene con le verdure a radice. L'ammollo è bene farlo in un recipiente, coprendole e rimescolandole, si passano poi in un altro recipiente ripetendo l'operazione con nuova acqua; l'acqua di ammollo può essere usata per la cottura. (fonte wikipedia).

  • 25 gr. di alghe
  • 1/2 tazza di mandorle bianche tostate e tagliate a listarelle
  • la parte verde di un cipollotto tagliata fine
  • shoyu
  • aceto di riso
  • acqua q.b.
Lavare le alghe in un colino, metterle in una ciotola in ammollo con l'acqua (un dito sopra) e lasciare che si gonfino per 20 minuti. Versare in un pentolino e cuocere a fuoco basso per circa 15 minuti, solo alla fine spruzzare con un pò di shoyu e aceto di riso, lasciare qualche minuto sul fuoco, aggiungere il verde del cipollotto e le mandorle.

giovedì 17 settembre 2009

Crema di Carote e Lenticchie rosse all'arancia


Le temperature si stanno abbassando, anche se oggi nel pomeriggio c'è stato un lieve innalzamento. Stamattina i caloriferi erano accesi, le giornate si accorciano ed è tempo di tirare fuori le copertine e fare il cambio armadi, ohhh come odio i cambi armadi.
Si avvicina il periodo, secondo la medicina energetica cinese e alla macrobiotica, della tarda estate, dove prevale l'energia terra, che è l'energia legata a milza/pancreas e stomaco, energia legata a stabilità, flessibilità e consapevolezza; il sapore che dovrà prevalere per questo cambio di stagione è il sapore dolce.
I cibi più indicati per questo periodo e per mantenere la nostra energia equilibrata sono miglio, lenticchie, ceci, castagne, zucca, cavoli, carote, broccoli e verza, come noterete cibi abbastanza dolci. La cottura sarà stufato, passato, non troppo asciutto, con cotture lente e prolungate.





  • 600 gr di carote
  • 2 cipolle rosse
  • 200 gr di lenticchie rosse
  • 1 C di malto di riso o miele
  • 1,5 litri di brodo vegetale ottenuto anche con dado biologico
  • il succo di un'arancia
  • 1 pizzico di menta per decorare
  • 1 c kuzu o arrowroot diluito in acqua fredda per rendere il passato più cremoso (ve bene anche la tapioca)
  • 1 C di olio di sesamo

Far saltare le cipolle tagliate a pezzetti con l'olio di sesamo, unire le carote tagliate a pezzettoni, far prendere, unire le lenticchie e brodo e far cuocere fino a quando non saranno cotte, unire il succo di un'arancia e miele. Tenere da parte un po' di lenticchie per la decorazione (io mi sono dimenticata) e frullare il tutto.

lunedì 14 settembre 2009

Seitan al Porto e Funghi al Vin Santo


Serata alcolica? un pochetto, ma questa sera ci siamo veramente 'regalé' (viziati) con un piatto da veri gourmet. Due ricette perfette da utilizzare in occasione di feste importanti come per un menu di Natale o altro.
Allego sotto le foto di domenica, abbiamo trovato un posto fantastico non lontanto da Neuchatel dove vendono zucche di ogni tipo e dimensione: ne coltivano fino a 430 varietà!! farinose e non, zuccherate, per gratin, per i gnocchi, per i dolci, per le zuppe...credo che mi farò una vera cultura sulla zucca, abbiamo deciso che ogni settimana ne proveremo una qualità diversa. E' un posto meraviglioso in mezzo ai campi dove le zucche vengono esposte su tralicci di legno, hanno inoltre marmellate di zucca e perfino il chutney. Ogni domenica preparano una soupe alla courge diversa e l'agricoltore ci ha detto che ci sono persone che vengono da Parigi per acquistare le sue zucche, tutte rigorosamente biologiche.
Credo che sarà un inverno pieno di dolcezza. Il sito internet se volete dare un'occhiata è http://www.bangomarkt.ch/, si trovano anche delle ricette, ovviamente tutte a base di zucca.





Per il seitan

  • 4 fettine di seitan
  • 1 bicchiere di Porto
  • 1 C di farina di mandorle
  • farina tipo 0 q.b.
  • 2 C olio di sesamo
  • pepe

Marinare il seitan con il Porto per circa 30 minuti, poi passarlo nella farina (a cui aggiungere un pizzico di pepe) e farlo dorare in padella; aggiungere il Porto e la farina di mandorle e, se occorre, brodo vegetale o acqua quanto basta perchè non risulti troppo asciutto. Cuocere appena qualche minuto per far rapprendere e servire caldo.


Funghi misti al vin santo


  • 500 gr di funghi champigon mondati e tagliati a quarti
  • 30 gr di shitake messi in ammollo in acqua calda per un'ora
  • 1 C olio di mais
  • 1 scalogno tritato finemente
  • 1/2 bicchiere di vin santo
  • 2 pomodori spellati e tritati
  • 1/2 c di arrowroot
  • sale
  • pepe nero
  • prezzemolo

Strizzare i funghi shitake e tagliarli finemente. In una padella pesante scaldare l'olio, versare gli champignon, insaporire per qualche minuto, aggiungere lo scalogno e mescolare per un minuto. Aggiungere il resto degli ingredienti, vin santo, pomodoro, prezzemolo, aglio, sale e pepe. Cuocere per 5 minuti circa finchè i funghi non sono morbidi, aggiungere l'arrowroot (o amido di mais) sciolto in poca acqua fredda e lasciare amalgare il tutto per qualche minuto ancora.

Dal sito Lifegate: dalla tavola ai laboratori delle università di tutto il mondo: arriva dall’Asia il fungo che soddisfa il palato e migliora la salute.
Lo “Shiitake” (Lentinus Edodes) è una qualità di fungo che proviene dall’estremo Oriente, già diffuso nell’antica Cina prima ancora dello sviluppo della coltivazione del riso e da centinaia di anni parte integrante della dieta in Giappone. Il suo nome deriva dall’unione delle due parole giapponesi “Shii” (quercia) e “Take” (fungo), perché cresce spontaneamente sui tronchi di questi alberi. Da qualche tempo la sua coltura si sta diffondendo anche in Europa, ma è reperibile più facilmente nei negozi di prodotti biologici in forma secca. All'apparenza potrebbe sembrare soltanto una variante esotica dei funghi nostrani, in realtà lo Shiitake è dotato di straordinarie qualità extra-nutrizionali, oltre a un grande sapore e un discreto apporto calorico dovuto alla quantità di proteine presenti (296 kcal/1238 kJ per 100 gr di prodotto secco). Non a caso appartiene alla tradizione culinaria orientale, che da sempre associa al piacere del palato una funzione curativa del cibo: durante la dinastia Ming fu definito “elisir di lunga vita”.Ma quali sono le virtù medicinali del fungo Shiitake? Anche se molte culture attribuiscono ai funghi in genere poteri quasi magici (soprattutto psicotropici e allucinogeni), lo Shiitake è da tempo studiato nelle università di tutto il mondo perché alcune sue componenti sono risultate efficaci nel trattamento di alcuni tumori (leucemie e cancro al seno), nella riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue, nella stimolazione del sistema immunitario e in particolare contro i virus. Alcuni suoi fito-estratti, inoltre, sono impiegati nell’industria cosmetica per la realizzazione di creme dall’effetto “anti-età”.
Secondo quanto riportato da Nico Valerio nel suo “L’alimentazione naturale” (Oscar Mondadori), 90 g di questi funghi al giorno, per una settimana, abbassano il tasso di colesterolo del 12% in media nelle persone sane, e neutralizzano i danni derivanti dalla massiccia introduzione di grassi saturi.
Insomma ce n’è abbastanza per augurarsi che la cultura dello Shiitake si diffonda anche nel nostro paese. Dal sito 'Lifegate'.


giovedì 10 settembre 2009

Pasticcini alle Noci e Risotto funghi e Noci


Funghi, funghi, funghi..mio marito, sabato scorso al mercato, ne ha comprati, senza la mia severa supervisione, una caterva. Trattasi di Chanterelles della zona, a noi noti come canterelli (credo).
Per cucinarli ho preso spunto dalla mitica Stella di Sale per un gustoso risotto integrale con funghi e cipollotto, ho seguito la sua ricetta ma alla fine ho aggiunto zafferano, noci e prezzemolo tritato, come giustamente consigliava lei.
E poi e poi, non sapendo stare lontana dal forno, che mi attira come una calamita, ho cucinato questi biscottini/pasticcini alle noci che sono venuti buonissimi, la ricetta originale era senza gocce di cioccolata ma..non ho resistito.





  • 250 gr farina 0
  • 4 C sciroppo d'acero
  • 50 gr olio di mais o girasole
  • 1/2 bustina di cremortartaro o lievito per dolci
  • 150 gr di gherigli di noce tritati
  • 3/4 C gocce di cioccolata o in scaglie
  • q.b latte di riso
  • 1 pz sale
Mescolare tra loro gli ingredienti asciutti quindi mescolare tra loro l'olio e lo sciroppo d'acero e aggiungerli. Aggiungere latte fino ad ottenere un impasto non troppo umido che si possa lavorare con le mani. Formare delle palline e riporle su una teglia con carta da forno. Premere leggermente al centro le palline. Riporre in forno già caldo a 180° per circa 25 minuti.


martedì 8 settembre 2009

Lasagne al ragu' di Tofu


Lasagne, polpette non sono mai stati i miei piatti forti, in questo caso devo aver lasciato la besciamella troppo liquida, fatto sta che piu' che lasagne è venuto un pasticcio di pasta e tofu, riprovero' ancora. E' anche vero che spesso l'imprinting culinario viene dalla mamma, infatti mia mamma non è mai stata tipo da lasagne e polpette che non ha quasi mai cucinato. Al contrario ha iniziato a proporre legumi e cereali, ancora in tempi 'non sospetti'. La ringrazio per tutto quello che mi ha insegnato in cucina e per aver saputo farmi apprezzare una cucina non troppo elaborata e pesante ma gustosa e leggera usando alimenti base.
Vi propongo comunque questa versione vegetariana delle lasagne sapendo che tra voi ci sarà qualcuna che ne farà un piatto strepitoso da proporre magari a qualche scettico della cucina vegetariana.

  • 250-300 gr di tofu nature
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2 carote
  • mezzo gambo di sedano
  • un rametto di rosmarino
  • 700 gr di passata di pomodoro
  • 1 bicchiere di vino bianco (fac)
  • 4 C di olio e.v.o
  • shoyu q.b
Tritare le verdure, riporle in una pentola con l'olio, il rosmarino, mezzo bicchiere d'acqua e far rosolare per qualche minuto; quindi unire il tofu tritato, far insaporire un pò a fiamma alta, spruzzare un pò di shoyu, unire il vino e farlo evaporare a fiamma vivace. A questo punto aggiungere il pomodoro, mezzo bicchiere d'acqua, portare a ebollizione, mettere il coperchio e cuocere per 20-30 minuti.
Intanto preparare la besciamella di soia nel seguente modo:

  • 1 litro di latte di soia
  • 1 pizzico di sale
  • 2 C di farina 0
  • 1 pizzico di noce moscata
  • olio di mais q.b.
Far scaldare il latte con il sale, pepe e noce moscata. Nel frattempo preparare una pastella con farina ed olio fino ad ottenere un composto denso ma abbastanza fluido. Quando il latte bolle versarvi la pastella continuando a cuocere per due minuti, rimestando con la frusta. Ora, preparare le lasagne nel modo classico, alternando strati di pasta secca, ragu' e besciamella, far cuocere 30 minuti a 200°.
Si puo' sostituire il tofu con il seitan.

Un'altra variante è con 400 gr di porro, 400 gr di radicchio di treviso, 1 confezione di panna vegetale, 100 gr farina di mandorle: tagliare le verdure a striscioline sottili e saltarle per 4-5 mn con 2 C di olio. In una teglia versero' un po' di besciamella, la pasta, la verdura, la farina di mandorle e procedere a strati. Negli ultimi strati unire la panna di soia.