Tavola verde. È boom del vegetariano: sano e anticrisi
Milano è sempre più verde. Non aumentano parchie giardini, ma il popolo di vegetariani, macrobiotici e vegani. Un piccolo esercito salutista e pacifista, che acquista alimenti di origine vegetale, sani, biologici, e affolla corsi, conferenzee ristoranti dedicati. «Almeno il 20 percento in più» i clienti del Centro Macrobiotico di via Larga secondo Francesca Sanfelice, pioniera del macrobiotico meneghino. A Parigi, negli anni Sessanta, Francesca conobbe George Ohsawa, il padre di questa disciplina. Fu una vera folgorazione. E nel 1972 aprì il Centro a Milano, dove non ha mai smesso di organizzare corsi di cucina e vendere i prodotti macrobiotici importati dal Giappone. Poi è nato il ristorante: prima aperto solo sporadicamente, ora ci si pranza tuttii giorni, da lunedì a venerdì. «La gente ha capito che mangiare macrobiotico è più sano e previene molte malattie, così si evita di imbottirsi di medicine». La passione vegetariana, all' estero è diffusissima pure nel jet set (su tutti Paul McCartney), ma anche Milano vanta i suoi veggies famosi, da Jovanotti a Umberto Veronesi. Gli stilisti Dolce & Gabbana hanno scritto la prefazione al nuovo libro di Antonio Scaccio (che lo presenta a Milano venerdì), chef siciliano al servizio permanente sul loro yachte nella casa di Courmayeur:« Io usavo le alghe già negli anni ' 70. La cucina italiana è una miniera d' idee per i vegetariani, moltissime verdure e gran varietà di ricette». Milano, aperta alle tendenze innovative, ha risposto sempre bene alle iniziative di questo genere. È qui che Pietro Leemann, straordinario chef che interpreta ad alto livello i principi vegetariani, ha ottenuto una stella e molti riconoscimenti con il suo ristorante Joia, cui di recente ha dato un' ulteriore sterzata verso il rigore assoluto: non più pesce, non più uova. E in effetti questo sembra il nuovo trend: «Da noi - dice Rosy Cervelli di La Sanagola - nell' ultimo anno la clientela è raddoppiata: quasi tutti giovani sui vent' anni. «È anche una questione morale - dice Rosy - i ragazzi vogliono schierarsi dalla parte di un' alimentazione più consapevoli». Due volte la settimana si cena, domenica c' è il brunch, tutti i giorni si possono acquistare piatti takeaway e spesso ci si incontra Martin Halsey, biologo, allenatore di pallacanestro, esperto di nutrizione e direttore dell' associazione. Il settore è in crescita nonostante, o forse anche grazie alla crisi. Che ha spinto verso un' alimentazione più semplice, meno costosa, meno ricca di carne e pesce. Si è scoperto che mangiare sano è anche più economico, e viceversa: «Da noi - dice Stefania Sanfelice, che affianca la madre al Centro Macrobiotico - un pranzo con zuppa, cereale integrale, dolce e tè costa 8 euro, cioè come un panino e una bibita. Molti clienti sono studenti. E molti pagano con i ticket». - MARIELLA TANZARELLA

- 1 cavolfiore
- olio di sesamo
- 1 c semi di cumino
- 1 c semi di senape
- 1 c curcuma in polvere
- 1 c peperoncino in polvere
- 1 confezione yougurt di soia o yogurt greco
- coriandolo fresco
Fai saltare i semi di cumino e i semi di senape in una padella con poco olio di sesamo. Quando i semi di senape iniziano a scoppiettare e a sparare ovunque aggiungi il cavolfiore tagliato a cimette, la curcuma e il peperoncino. Fai stufare fino a quando il cavolfiore è tenero, aggiungi lo yogurt, un pizzico di sale e il coriandolo fresco. Servire con del riso.