mercoledì 28 ottobre 2009

Tempeh in agrodolce con purea di Patate


Questa ricetta per cucinare il tempeh è un pò lunga ma ne vale la pena, il tempeh acquista un saporino delizioso, penso si possa fare anche con il seitan. Il purea è il classico purea di patate, ci stava meglio un purea di zucca ma non avevo tempo.
Per le proprietà del tempeh vi rimando a un post precedente.


  • 1 pacchetto di tempeh
  • 1 C olio di sesamo
  • 2 tazze e 1/2 di acqua
  • 1/2 tazza succo di mela
  • 2 C shoyu
  • 3 C succo di zenzero spremuto
  • 3 C malto di riso
  • 1 C aceto di riso
  • 2 cipollotti tagliati sottili

In una padella larga friggere leggermente il tempeh su entrambi i lati in poco olio a fuoco medio, mescolare l'acqua, il succo di mele, lo zenzero (2 C) e lo shoyu e versare sul tempeh. Portare a bollore, coprire, abbassare la fiamma e lasciare sobbollire per 40 minuti. Poi cuocere scoperto facendo assorbire il liquido fino a lasciarne un tazza circa. Togliere il tempeh. Aggiungere al liquido in pentola il malto, l'aceto e 1 C di zenzero e aggiustare di sale. Rimettere il tempeh in padella e unirlo al liquido. Servitelo guarnito con cipollotti. Contorno: purea o riso integrale.

Per purea, far bollire patate senza buccia in pentola a pressione per 30 minuti circa, quando sono cotte spappolarle con l'apposito pressa patate (io non uso piu' l'aggeggio a fori, odioso), unire latte di soia quanto basta, poco burro e far sobbollire 10 minuti.

lunedì 26 ottobre 2009

Porri saltati allo Zenzero e Limone


Con questo contorno si ottiene un sapore molto fresco; la combinazione di buccia di limone e zenzero bilancia bene e rende facilmente digeribili l'olio e i grassi contenuti nei semi. In generale lo zenzero stimola la circolazione, aiuta la digestione dei grassi e allegerisce il fegato se affaticato per un eccesso di sale e proteine animali. A proposito di sale, ho visto un bellissimo servizio sulla televisione svizzera riguardo al sale, che viene definito il killer nascosto. Un ricercatore francese dell'Inserm (Istituto nazionale di sanità e ricerca medica) Pierre Meneton ha scritto un libro 'Le Sel - un tueur caché' in cui denuncia i misfatti dell'industria alimentare che utilizza eccessive quantità di sale nei prodotti trasformati e pronti pur di vendere di più.
La dose raccomandata dall'Organizzazione mondiale della sanità è di 5 mg al giorno, in sintesi, date le prove scientifiche che un eccessivo consumo di sale produce degli effetti negativi sulla salute (e in particolare sulla pressione sanguigna, risultanti in malattie cardiovascolari, tumori allo stomaco, osteoporosi, calcoli renali e diabete), l’OMS raccomanda un consumo inferiore ai 5 g di sale per giorno (pari a 2 g di sodio al giorno), onde prevenire malattie croniche. Il problema è che nei piatti pronti ma anche nel pane non sempre viene indicato il quantitativo di sale aggiunto poichè non vi è un obbligo di indicare la quantità di sale presente in un alimento. Quando sulle etichette è indicato sodio, bisogna moltiplicare per 2,5 quindi si fa in fretta a raggiungere i 5 mg! Il reportage indicava che basterebbe ridurre della metà il consumo giornaliero di sale e ogni anno in Svizzera si eviterebbero migliaia di infarti. Inoltre il sale a crudo fa molto male anche nei giovani, andrebbe usato solo cotto, poichè a crudo irrita i reni e causa isonnia e nervosismo, se lo cuociamo diventa rotondo e perde le punte del diamante (il sale è un cristallo). Alla Sanagola mi avevano suggerito un trucco: scaldare in un pentolino metà acqua e metà shoyu, questo liquido si può travasare in una bottiglietta di vetro e si può utilizzare per condire le verdure o insalate. Tutto questo per dire che prima ancora di cercare vari grassi idrogenati e oli vegetali nei cibi pronti bisognerebbe guardare il contenuto di sale, se viene indicato. Ho provato a mettere sulla bilancia 5 mg di sale e vi assicuro che è proprio poco. Il suggerimento è di non consumare prodotti già pronti e cucinare con tante spezie e aromi.



  • 2 porri
  • una manciata di semi di zucca o girasole tostati
  • 2 C olio di sesamo
  • 2 C shoyu
  • 1 pezzetto di zenzero (5 cm)
  • 1 limone

Grattuggiate lo zenzero e spremetene il succo, mettete da parte polpa e succo. Tagliate una fetta di buccia da un limone biologico e farla a striscioline sottili. Lavate e tagliate finemente i porri, saltarli con olio e acqua per 5 minuti circa, aggiungere la buccia di limone e poi la polpa dello zenzero. Dopo circa un minuto aggiungere lo shoyu, i semi e il succo di zenzero.
Ottimo accompagnamento per del riso integrale.

domenica 25 ottobre 2009

Crema di Zucca al Radicchio


Oggi al château di Valangin a pochissimi chilometri da Neuchâtel c'era la festa della Zucca con atelier per i bambini e animazione. Inoltre la possibilità di visitare il bellissimo castello del XII secolo.
Abbiamo gustato una crema di zucca, un cake salato alla zucca, un altro tortino morbido salato e una torta dolce, il tutto a base di zucca.
Per i bambini c'era l'atelier di cucina, uscivano tutti soddisfatti con la loro tortina di zucca e l'atelier per fare la zucca per Hallowen, come vedete dalla foto sono tutti molto presi.
E dopo una piccola camminata nella Val de Ruz con le muccone placide al pascolo. Ecco come è passata questa domenica di fine ottobre. Temperature ancora alte!









E ora a casa ho preparato una bella crema di zucca ma senza tutta la panna liquida che solitamente aggiungono qua.




  • 600 gr di zucca
  • 1 patata grande farinosa
  • 1 cipolla dorata
  • 1 cespo di radicchio rosso
  • 2 C olio evo
  • 1 dado vegetale
  • sale, pepe
  • noce moscata
Tagliare la zucca a dadini e affettare il radicchio. Scaldare l'olio in una pentola e, a fuoco moderato, far appassire la cipolla tritata. Dopo un quarto d'ora aggiungere la zucca e rialzare la fiamma. Unire sale, pepe e una grattata di noce moscata e lasciare insaporire la zucca per 5-6 minuti. Bagnare con un litro di acqua, aggiungere la patata intera e il dado e lasciare cuocere per circa mezz'ora. A cottura ultimata passare tutto al passaverdura in modo da avere una crema liscia. Rimetterla sul fuoco e unire il radicchio, lasciar cuocere ancora per pochi minuti di modo che il radicchio rimanga quasi crudo e croccante. Il gusto amarognolo crea un piacevole contrasto con il sapore dolce della zucca.

mercoledì 21 ottobre 2009

Verrine di Mango e silk Tofu con Vaniglia


Con il silken tofu avanzato ho fatto questa verrine sucrée, l'idea l'ho presa da un libro di cucina tradizionale e l'ho un pò rivisitata. Non ho resistito al mango in offerta della Coop! potete proporla in occasione di una serata speciale.







  • 1 mango tagliato a pezzettini
  • 3-4 C di tofu setoso
  • 2 C di sciroppo d'acero
  • 1 c vaniglia in polvere
  • 4 C di fiocchi d'avena tostati a secco
Sbucciare il mango e tagliarlo a pezzetti piccoli. Unire il tofu setoso con lo sciroppo d'acero e la vaniglia e frullare per qualche minuto in un blender o, se siete di fretta, anche solo con la frusta. Disporre in un bicchierino uno strato di crema, uno di frutta alternando e terminare con la crema sulla quale cospargere i fiocchi tostati.

Version française
(1 mangue, 3-4 C de tofu soyeux, 2 C du sirop d'érable, 1 c de vanille en poudre, 4 C de floçons d'avoine grillées à sec)
Peler la mangue et la couper en dès. Ajouter le tofu soyeux avec du sirop d'érable et la vanille et mélanger pendant quelques minutes dans un blender ou, si vous êtes pressé, même avec le fouet. Placez dans un verre avec une couche de crème, d'un fruit, en alternance et se terminant à la crème sur laquelle parsemer le flocons d'avoine.

English version
(1 mango, 3-4 C silk tofu, 2 C maple syrup, 1 c vanille powder, 4 C toasted oatmeal).
Peel the mango and cut into small pieces. Add the silk tofu with the maple syrup and vanilla and blend for a few minutes in a blender or, if you're in a hurry, even with the whip. Place in a glass with a layer of cream, a fruit, alternating and ending with cream on which sprinkle the toasted flakes.

martedì 20 ottobre 2009

Crema di Zucca, Carote e Curcuma con Tofu seta


Questa cremina, molto saporita, accompagna perfettamente un piatto di pasta o riso integrale. Senza olii ne grassi è indicata per chi segue una dieta o per chi desidera purificarsi senza rinunciare ai sapori, io l'ho fatta con queste verdure ma si possono provare altri abbinamenti sempre con il silk tofu, che rende la crema molto 'setosa'. Alla fine mio marito se l'è sbafata senza riso, tanto gli piaceva.

  • 1 pezzo di zucca
  • 2 carote
  • 1 cipolla
  • 1 confezione di tofu seta
  • 1 c curcuma
  • 2 c miso bianco
  • erba cipollina


Mettere tutte le verdure a pezzi in una pentola con acqua, che arrivi appena a coprire le verdure. Far bollire e aggiungere verso la fine la curcuma. Frullare le verdure con poca acqua di cottura (anche a seconda della consistenza che volete dare alla crema) con il tofu e il miso bianco. Unire erba cipollina.

Version française
(1 morceau de potiron, 2 carottes, 1 oignon, 1 boîte de tofu soyeux, 1 c de curcuma, 2 c de miso blanc, ciboulette)
Mettez tous les légumes en morceaux dans une casserole avec de l'eau. Porter à ébullition et ajouter à la fin de la curcuma. Fouetter les légumes avec un peu d'eau de cuisson, de tofu et de miso blanc. Ajoutez de la ciboulette.

English version
(1 piece of pumpkin, 2 carrots, 1 onion, 1 box of silken tofu, 1 c of turmeric powder, 2 c white miso, chives).
Put all the chopped vegetables in a saucepan with water. Bring to a boil and add at the end of the turmeric. Whisk the vegetables with a little cooking water, tofu and white miso. Add chives.

lunedì 19 ottobre 2009

Insalatini di Shoyu


Gli insalatini sono verdure in salamoia, sono naturalmente fermentati ed è una fermentazione che produce batteri benefici per la flora intestinale, chiamati lactofermentati. La nostra flora intestinale è composta da centinaia di tipi di microrganismi che vivono nel nostro intestino, sono più di un chilo e mezzo e svolgono varie funzioni. La flora intestinale fa parte sia del nostro sistema digestivo che del sistema immunitario ed è una componente della nostra salute spesso ignorata e trascurata nella vita moderna. In tutte le culture esiste una tradizione di prodotti fermentati a tavola per mantenere la flora in buona salute. I carboidrati vengono digeriti lungo il tratto digestivo e nell'intestino diventano zucchero prima di essere assimilati nel sangue. Questo ambiente è ideale per tutta una serie di microrganismi, inclusi alcuni patogeni (candida, parassiti, funghi). Se la flora intestinale è sana aiuta a rendere l'ambiente sano e questi microrganismi 'cattivi' sono sotto controllo. Inoltre le fibre e i componenti del cibo che non vengono assimilati possono putrefare nell'intestino crasso creando problemi di flatulenza, gonfiori e coliti. Per rendere l'idea di quanto sono importanti questi piccoli 'ospiti' nell'intestino, basta sapere che un terzo delle nostre feci sono batteri della flora intestinale.
Gli insalatini aiutano anche a livello energetico fornendo sapori che stimolano certi organi. Più il gusto è acido più stimola le funzioni del fegato quindi un pò di crauti o altri insalatini porteranno benefici anche a fegato e cistifellea.
Inoltre stimolano la sintesi di vitamina B12 da parte del nostro intestino.
(fonte: terapia alimentare di M.Halsey).







Mettere in un barattolo di vetro acqua e shoyu in parti uguali. Affettate le verdure, a radice o di forma rotonda (cavoli, cipolle, carote, ravanelli), e mettetele nell'acqua con lo shoyu, lasciarle alcuni giorni (4 o 5) conservando il barattolo in un luogo fresco chiuso con una garza stretta da un elastico. La salamoia può successivamente essere tenuta in frigo chiusa con il tappo e utilizzata più volte e si può sostituire lo shoyu con acidulato di umeboshi.

sabato 17 ottobre 2009

Linguine ai Gamberoni, Zafferano e Pepe Rosa


Quando esco la mattina sono spettatrice di albe spettacolari, e l'altra mattina ho deciso di perdere un pò di tempo e fotografare questo momento della giornata per condividerlo con voi.
La foto è stata scattata proprio a cinque minuti da casa nostra, dove si trova un piccolo porticciolo per l'attracco di barche e barchette.



per 2 pers.
  • 200 gr circa di code di gamberoni
  • 180 gr di linguine
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 1 bustina zafferano
  • 1 pizzico di peperoncino in polvere
  • prezzemolo
  • pepe rosa
  • una manciata di pinoli tostati a secco in padella
  • sale
Sciacquare le code di gambero. Mettere in padella a rosolare uno spicchio d'aglio non sbucciato, in questo modo rilascerà un aroma più delicato. Quando l'olio è ben caldo aggiungere i gamberoni e una spruzzata di peperoncino in polvere e far saltare a fuoco vivace, unire mezzo bicchiere di vino bianco e lo zafferano sciolto in mezzo bicchiere di acqua calda. Abbassare il fuoco e lasciar stufare coperto per 10 minuti circa, in caso il sughetto si asciugi troppo aggiungere altra acqua.
Nel frattempo cuocere le linguine in acqua salata, una volta cotte scolarle nella padella con i gamberi, aggiungere i pinoli precedentemente tostati, una manciata di pepe rosa e prezzemolo.

venerdì 16 ottobre 2009

World Bread Day. Yes we bake


Oggi è il World Bread Day. E con questa ricetta partecipo alla raccolta.
E' da circa un anno che panifico tutte le settimane con la pasta madre e sono felicissima dei risultati. Ho adottato un mio metodo: rinfresco la pasta madre e dopo aver sciolto il lievito madre con acqua verso tutti gli ingredienti nella macchina del pane, scelgo il programma 'impasto' e poi lascio lievitare 5-6 ore nella macchina dopodichè aziono il programma cottura (dura 1 ora), lo aziono anche a mezzanotte, prima di coricarmi, così nella casa si spande un profumo di pane e con questo aroma mi addormento sognando focacce e meravigliosi panini; i vicini penseranno che ho una vena di follia, che mi metto a fare il pane la notte. La mattina, apro la mia macchina del pane e un meraviglioso pane a pasta acida pronto da affettare mi aspetta.
Arrivare a questo risultato non è stato facile, mi sono letta tutti i post e siti sull'argomento, devo dire grazie alla cuoca petulante perchè grazie alla sua precisione e esperienza ho chiarito tanti dubbi sul rinfresco della pasta madre. (il post lo trovate qui).
La ricetta standard che uso per la M del Pane è 200 gr di lievito madre, 300 gr farina di cereali (farro, segale o integrale), 150 gr farina manitoba o bianca 0, 200 ml di acqua tiepida possibilmente filtrata dal calcare (il calcare ferma la lievitazione, questa è una zona con alta concentrazione di calcare quindi uso una brocca con filtro anche per bere e mi viene comoda anche per il pane), 1/2 C di malto, 1 c scarso di sale marino integrala, semi a seconda della mia dispensa (sesamo, girasole, zucca o pomodori secchi, olive).
Quando invece ho voglia di fare un pane bello con una bella forma panifico normalmente senza macchina.
Ma perchè è importante la lievitazione naturale a pasta acida?
(da internet ho trovato un sito che spiega abbastanza bene)
Il pane moderno, per come viene lavorato, lievitato e per le farine che vengono utilizzate è certamente lungi dall'essere quel nutriente e sano alimento che faceva parte della tradizione dei nostri nonni. Ricordate che la lievitazione naturale riscatta, anche se solo parzialmente, perfino le farine già macinate, in commercio nei negozi biologici ed anche, in misura minore, le normali farine bianche dei supermercati
Oltre a questa ragione, ce ne sono altre due per preferire la lievitazione a pasta acida, rispetto alla più comune lievitazione con il lievito di birra: il lievito di birra opera troppo rapidamente, la rapidità della lievitazione gonfia la pasta come se l’impasto fosse veramente trasformato, in realtà l’azione dei lieviti a questo punto è ancora parziale, l’impasto è soltanto “gonfio” e non ancora trasformato in nutrienti più digeribili
La mancanza di acidità (è invece presente nella lievitazione a pasta acida) non permette all’enzima fitasidi attivarsi. Viene così neutralizzato solo parzialmente l'effetto demineralizzante della crusca di grano, legato alla presenza di acido fitico.
La pasta acida ha due tipi di organismi che presiedono alla "predigestione" dei glucidi della farina: 1. il lievito di birra: che produce un'azione enzimatica trasformante l'amido in maltosio, un disaccaride più digeribile (anche alcune delle proteine sono trasformate e rese solubili). Vi è anche un aumento del gruppo della vit. B.
2. i fermenti acidificanti (analoghi a quelli dello yogurt) che procedono ad un ulteriore "digestione" dell'amido neutralizzano la fitina e convertono alcuni minerali, come il cromo, in forme più assimilabili.

martedì 13 ottobre 2009

Falafel a go go con Crema Tahin


Quanto mi piacciono i falafel! e non mi erano mai riusciti, ovvero la pasta non si legava e rimanevano sfaldati ma questa volta sono venuti, belli secchi e croustillant (rende meglio in francese). Molte ricette prevedono la frittura, ma io li preferisco passati al forno, più asciutti e meno calorici.
E il cumino dona loro un sapore d'oriente, da mille e una notte.


per 4 persone o 12 falafel

  • 40 gr di lenticchie rosse a testa messe a bagno la sera prima
  • 2 carote
  • 1 cipolla dorata
  • 2 c semi di cumino
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1/2 c di lievito in polvere per dolci o cremortartaro
  • prezzemolo
  • sale
  • olio e.v.o.
Lavare bene le lenticchie e frullarle crude con la carota, la cipolla e l'aglio tagliati finemente, i semi di cumino, il lievito, il sale e il prezzemolo. Lasciare riposare per 15 minuti circa. Prendere piccoli quantitativi, formare con la mano delle polpettine tonde e schiacciate. Lasciare riposare per altri 15 minuti quindi metterle in forno spruzzate di olio evo per 20 minuti circa a 200° fino a che non si solidificano.
per la cremina

  • 2 C di tahin
  • 3 C di acqua
  • 1 pizzico di aceto di riso (o mele)
  • sale
Mischiare tutti gli ingredienti e emulsionare fino ad ottenere una cremina, aggiungere erba cipollina tritata. In alternativa una cremina di yougurt alla menta (yogurt bianco, menta tritata e un pizzico di succo di limone).

Version française
(40 gr de lentilles rouges par personne-mettre dans l'eau le soir avant, 2 carottes, 1 oignon, 2 c graines de cumin, 1 gousse d'ail, 1/2 c de poudre à lever pour gateaux, peril, sel, huile e.v)
Lavez les lentilles et les fouetter dans un mixer avec une carotte crue, l'oignon et l'ail finement haché, graines de cumin, de la poudre à lever, du sel et du persil. Laisser reposer pendant 15 minutes. Prendre de petites quantités, former des boules avec les mains et vaporiser avec se l'huile d'olive extravierge. Laisser reposer pendant 15 minutes puis cuire au four pendant environ 20 minutes à 200°.

lunedì 12 ottobre 2009

Polenta concia al Cavolfiore


Ah! le origini! la polenta mi è sempre piaciuta, in special modo con il sugo meraviglioso di funghi che fa mia mamma. Non l'ho fatta spesso in vita mia finora ma ogni volta che la cucino sento aria di 'albero degli zoccoli' e mentre la giro con il mestolo di legno mi sento molto contadina che fatica per sfamare la propria famiglia..conterà un pò che i miei nonni erano bergamaschi?
In questo modo non l'ho mai fatta ma è buonissima e leggerissima con questa crema al cavolfiore.
In genere queste creme di verdure vedono abbinato il miso di riso o orzo, io lo trovo un gusto un pò troppo pronunciato e forte che arriva a nascondere il gusto dolce di questo tipo di verdure, in questo caso allora ho usato lo shiro miso (o miso bianco), ossia un miso dalla fermentazione meno lunga che rimane più delicato e meno salato.
Se non lo avete in casa usate il miso tradizionale ma diminuite le dosi.



  • 500 gr di farina per polenta taragna (io avevo in casa quella)
  • 1 cavolfiore medio
  • 2 c shiro miso
  • 3-4 C pangrattato
  • 2 C olio evo
  • sale
Far scottare il cavolfiore tagliato a pezzetti nell'acqua leggermente salata, scolarli e versare nella stessa acqua la farina di mais mescolando velocemente e fare la polenta seguendo le istruzioni sulla confezione, in genere ci sono sempre.
Intanto frullare il cavolfiore con lo shiro miso, poco olio di oliva e poca acqua della cottura che avrete messo da parte fino a ottenere una crema densa.
A cottura ultimata versare la polenta in una teglia o pirofila bagnata, stenderla uniformemente e versare sopra la crema di cavolfiore; cospargete con pangrattato e infornare a 200° per 20-25 minuti finchè non diventi dorata.

(500 gr de farine de mais pour polenta, 1 choufleur moyen, 2 c miso, 3/4 C chapelure, 2 C huile d'olive, sel)
Faire cuire le chou-fleur coupé dans de l'eau légèrement salée, égouttez le et versez dans l'eau la farine de maïs, et, en remuant rapidement, faire la polenta selon les instructions de l'emballage. Pendant ce temps, fouetter le chou-fleur avec le shiro miso, un peu d'huile et peu d'eau chaude jusqu'à obtenir une crème épaisse. Lorsque la cuisson est terminée, versez la polenta dans un plat allant au four, étaler uniformément et verser la crème de chou-fleur, saupoudrer de chapelure et cuire au four à 200 ° pendant 20-25 minutes jusqu'à coloration dorée.

domenica 11 ottobre 2009

Quiche velocissima alla Zucca


Al venerdì sera devo preparare qualcosa per il sabato a pranzo (mio marito ai fornelli? pasta in bianco fino a giugno? no grazie! ) poichè sto seguendo una formazione per diventare secrétaire medicale che mi terrà occupata fino a giugno. La formazione è abbastanza dura sia per la difficoltà della lingua sia perchè è molto concentrata, è un solo giorno la settimana per 4 ore. Ho dato l'indirizzo del blog alle mie colleghe di corso svizzere e mi sono ripromessa di pubblicare da ora in poi le ricette anche in francese o inglese, finora l'ho fatto solo qualche volta, e non l'ho rifatto, per pigrizia.


  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • 500 gr di zucca sbucciata e tagliata a pezzetti
  • 1 cipolla dorata piccola
  • 1 c curry
  • 2 uova
  • 300 gr di latte di soia
  • 1 pizzico di noce moscata
  • 1 C olio evo
  • shoyu q.b
Tagliare la cipolla sottile e farla imbiondire in una padella con l'olio di oliva, aggiungere la zucca tagliata a pezzetti e far saltare a fuoco vivace, aggiungere il curry e un pizzico di peperoncino in polvere, un bicchiere d'acqua, lo shoyu, abbassare il fuoco e far stufare a fuoco lento. Qualora si asciughi troppo aggiungere altra acqua. Stendere la sfoglia su una teglia, adagiare la zucca, versare sopra il latte e le uova sbattute insieme con un pizzico di noce moscata e infornare a 200° per 35-40 minuti.
Ps. se avete problemi a tagliare la zucca mettetela in forno intera a 200° per 10-15 minuti.

Version française
(un rouleau de pâte pour tarte salée, 500 gr de potiron, 1 petit oignon, 1 c de curry, 2 oeufs, 300 gr du lait de soja, une pincée de muscade, 1 C de huile d'olive extravierge, sauce de soja).
Couper l'oignon et la laisser dorer dans une poêle avec de l'huile d'olive, ajoutez le potiron coupé en petits morceaux et les faire sauter à feu vif, ajouter le curry et une pincée de piment en poudre, un verre d'eau, shoyu/sauce de soja. Baisser le feu et laisser mijoter à feu doux. Si elle est trop sèche, ajouter de l'eau. Abaisser la pâte sur une plaque à pâtisserie, ajouter la citrouille, le lait et les oeufs battus avec une pincée de muscade et cuire au four à 200 ° pendant 35-40 minutes. Ps. Si vous avez des problèmes pour couper la citrouille mettez la au four à 200 ° pendant 10-15 minutes.

English version
Cut the onion fine and brown it in a pan with olive oil, add the pumpkin cut into small pieces and blow up a high flame, add the curry and a pinch of chilli powder, a glass of water and shoyu. Lower the heat and let simmer on low heat. If it is too dry, add more water. Roll out the pastry on a baking tray, lay the pumpkin, the milk and the beaten eggs with a pinch of nutmeg and bake at 200 ° for 35-40 minutes.
Ps. If you have problems to cut the pumpkin put it in the oven at 200 ° for 10-15 minutes

venerdì 9 ottobre 2009

Gnocchi alla Romana



  • 250 gr di semola di grano duro
  • 1 mazzetto di prezzemolo, salvia, rosmarino
  • 1 l brodo vegetale
  • 4 C olio e.v.o.
  • sale, noce moscata
Per la salsa

  • 400 gr polpa di pomodoro o 4 pomodori circa
  • 1 cipolla piccola
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 peperoncino
  • 1 rametto di rosmarino
  • 3-4 C olio
  • sale
Preparare il brodo o dalle verdure o con un dado possibilmente biologico senza glutammato, unire un cucchiaio d'olio e quando è tiepido versare a pioggia il semolino, insaporire con una grattuggiata di noce moscata, salare se serve e proseguire la cottura facendo sobbollire a fiamma bassa e mescolando sempre fino a quando il composto non si staccherà dal fondo. Badare che non si formino grumi e che il semolino non si attacchi. Levare dal fuoco e versare il semolino su uno o piu' vassoi bagnati con acqua fredda, formando uno strato di circa 1,5 cm; lisciare la superficie con una paletta di legno bagnata e lasciare raffreddare di modo che il semolino diventi compatto. Ricavare a questo punto dei dischi con l'aiuto di un bicchiere e disporli su una pirofila.
Scaldare 3 C d'olio in un padellino, unire 2 cucchiai di un trito di ottenuto da prezzemolo, salvia e rosmarino e lasciare insaporire per 3-4 minuti a fiamma bassa; versare questo intingolo sui gnocchi e infornare a 220°circa per 15 minuti.

Per il sugo rosolare in poco olio aglio e cipolla tritati, unire la polpa di pomodoro, un rametto di rosmarino, una presa di sale e il peperoncino, mettere il coperchio e cuocere a fiamma media per 20 minuti circa.

lunedì 5 ottobre 2009

Cous Cous di verdure con Salsa Agrodolce


Una piacevole domenica in gita a Murten, bella cittadina di impronta medievale, situata sulla riva del lago omonimo, ha saputo preservare il suo spirito autentico con le pittoresche viuzze del centro storico e le affascinanti arcate.

In questo periodo ho la fissa dell'agrodolce, vi propongo un cous cous di verdure, ma un pò meno banale in quanto accompagnato da una salsa agrodolce.



  • 300 gr di cous cous precotto integrale
  • 200 gr zucchine
  • 200 gr di piselli lessati
  • 1 carota
  • 1 peperone
  • 1 bustina di zafferano
  • olio evo
  • sale, pepe

Per la salsa:
  • 150 gr di pomodori perini
  • 200 gr polpa di zucca
  • 30 gr di uvetta
  • 2 C malto di riso
  • 1 cipolla piccola
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 bicchiere aceto di mele o riso
  • 1 pezzetto di zenzero
  • 1 c cannella
  • 1 c peperoncino

Cuocere il cous cous come da ricetta base che trovate sulla scatola, io in genere faccio tostare il cous cous a freddo in una pentola antiaderente con 1 C di olio, intanto faccio bollire l'acqua salata in un pentolino (rapporto tazza 1 a 1) e quando bolle la verso sul cous cous, copro e dopo 5 minuti sgrano con una forchetta.
Per la salsa: tagliate le verdure, mettete in una pentola con l'uvetta, lo spicchio d'aglio, l'aceto, lo zenzero, le spezie e il malto, bagnate con un bicchiere d'acqua e ponete sul fuoco dolce, lasciando cuocere lentamente per 50 minuti mescolando spesso. Frullate un terzo della preparazione e lasciate raffreddare.
Lavate e tagliate le altre verdure, riunite il tutto in una padella con quattro cucchiai di olio evo e fate saltare a fuoco vivace per 10 minuti, abbassate la fiamma e aggiungete i piselli e lo zafferano stemperato in un bicchiere di acqua calda, insaporite con sale e pepe e proseguite la cottura per altri 5 minuti. Spegnete, unite il cous cous e mescolate a lungo per insaporire. Servire accompagnando con la salsa agrodolce, in una ciotola a parte.

venerdì 2 ottobre 2009

Cavolini di Bruxelles e Zucca in agrodolce


Che barba che noia che noia che barba i cavolini di Bruxelles! proprio non mi piacciono ma piacciono al maritino che ogni tanto me li fa trovare in frigo e mi guarda con aria sorniona e allora vai a cercare una ricetta, magari da rivisitare per non farli al solito cotti e conditi con olio e limone, che barba che....
E allora esperimento riuscito, uniti a un pò di zucca per fare colore.
Quando si acquistano bisogna fare attenzione che abbiano un colore verde brillante, che siano grossi più o meno come una noce, duri e compatti, con le foglie esterne non allargate o ingiallite. Si trovano sul mercato in autunno e in inverno. Per pulirli è bene eliminare le foglie più esterne e metterli a bagno per qualche minuto, in acqua tiepida alla quale sia stato aggiunto del sale grosso, per far precipitare eventuali parassiti contenute al loro interno (ma io non l'ho fatto, speriamo in bene! sob). Bisogna poi praticare un’incisione alla base dei gambi, per far sì che cuociano in modo uniforme (si consumando esclusivamente cotti).
Si fanno bollire in acqua salata, mantenendo il bollore basso per evitare che si rompano. E’ necessario controllare molto bene il tempo di cottura poiché se scotti non sono più molto gradevoli. Nei paesi anglosassoni si accompagnano alle castagne come contorno per il tacchino, ops seitan (fonte internet).


  • cavolini di Bruxelles
  • zucca a dadini
  • 2 C olio di sesamo
  • 2 C aceto di umeboshi
  • 2 C malto di riso
  • sale
  • zenzero spremuto
Far saltare i cavolini di Bruxelles e la zucca a dadini in olio di sesamo caldo, salare e far andare 5 minuti. Unire acidulato di umeboshi e malto di riso sciolti in mezzo bicchiere di acqua, versare sulle verdure e far stufare per 20 minuti, alla fine grattugiare un pezzetto di zenzero e spremerlo sulle verdure.
Altra variante possibile: shoyu, peperoncino, zenzero, pepe bianco.